Primo piano

Blitz di Forza Nuova a Milano e in tutta Italia

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Questa notte decine di militanti forzanovisti, a Milano e in più di dieci capoluoghi di regione, da nord a sud, hanno effettuato blitz contro immigrazione e “ius soli” davanti alle sedi provinciali del Partito Democratico dove sono stati lasciati un piccone e una bandiera tricolore insanguinati. Questa iniziativa segue di qualche giorno l’inizio della campagna web del Movimento dal titolo “ L’immigrazione uccide, la classe politica è complice ”. I recenti fatti di cronaca, i continui stupri e uccisioni di cittadini italiani per mano di extracomunitari clandestini, il totale silenzio delle istituzioni sempre più vigliacche e sempre più complici e l’evidente razzismo nei confronti dei nostri compatrioti, sono solo alcuni dei motivi che hanno spinto i militanti forzanovisti a compiere l’azione in oggetto. Forza Nuova chiede le immediate dimissioni del ministro Kienge tanto loquace nell’enunciare il suo programma “ distruggi Italia” con l’introduzione dello ius soli, quanto taciturna dal non dire neanche un parola di pietà per i morti ammazzati nè una condanna per gli autori di questi delitti. Forza Nuova ribadisce la sua radicale contrarietà a qualsiasi tipo di società multietnica dove lo straniero ha solo doveri e non diritti e dove il cittadino italiano è considerato solo uno strumento da spremere con tasse usuraie. Il blitz di questa notte non è un punto di arrivo ma rappresenta l’inizio di una campagna di forte sensibilizzazione per l’opinione pubblica. Dopo che per anni, la classe politica ha raccontato agli italiani che gli immigrati erano necessari per l’economia, che erano necessari perché gli italiani non volevano fare più determinati lavori, che erano necessari perché rappresentavano il progresso, Forza Nuova grida ad alta voce senza paura che l’ immigrazione non è una ricchezza, che l’ immigrazione genera povertà tra gli italiani, che l’immigrazione uccide!

 

Milano, dopo i tre uccisi a picconate Forza nuova va all’attacco della Lega

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Nella notte spuntano manifesti fuori dalle sedi del Carroccio: “Consegnateci Kabobo”. Azioni simili a Como e a Lodi. Così il partito di estrema destra contende la bandiera della “sicurezza” al partito guidato da Maroni, giudicato ormai troppo “morbido”

La strage di sabato scorso a Milano, che ha visto protagonista Mada Kabobo, il 31enne ghanese che ha ucciso a picconate tre passanti in zona Niguarda, mette uno di fronte all’altro Lega Nord eForza nuova, due movimenti che da portano avanti politiche anti-immigrazione. Il partito di estrema destra attacca i lumbard e lo fa in modo plateale. Nella notte, alcuni attivisti di Forza Nuova Lombardia hanno appeso davanti alle sedi di diverse sezioni della Lega striscioni con su scritto: “Consegnateci Kabobo”, oppure: “Bossi-Fini, condanna a morte per l’Italia”.

In pochi sembrano dar credito a questa iniziativa presso la sede nazionale della Lega in via Bellerio a Milano. Eppure anche qui, militanti Fn hanno appeso i loro striscioni provocatori (vedi foto). Non se n’è curato neppure Alessandro Morelli, capogruppo in consiglio comunale a Milano, il quale sostenendo che si tratta di gente interessata a guadagnare una facile visibilità, ammette però che “tutto questo fa suonare un importante campanello d’allarme. Questi saranno anche un gruppo isolato, ma se non c’è una possibilità democratica di manifestare le proprie idee, per esempio come fa la Lega, che all’interno delle istituzioni porta avanti un discorso a favore di un restringimento delle norme sull’immigrazione, le forze estremiste da piccole possono diventare grandi”.

Morelli sembra dar credito alle voci che parlano della diffusione a Milano di un certo malcontento per una mancanza di sicurezza, soprattutto nei quartieri periferici; qui, inoltre, negli ambienti più xenofobi ci si starebbe addirittura organizzando. Angelo Balletta, segretario cittadino di Forza Nuova, è tra i protagonisti delle affissioni abusive e provocatorie della scorsa notte. “In periferia – conferma – come a Gratosoglio, ma pure a Niguarda stesso o a Quarto Oggiaro, da dove veniva il giovane Daniele Carella, 21 anni, una delle vittime di Kabobo, il malcontento è forte. E qui c’è chi vuole auto-organizzarsi, anche se con questo non voglio dire che stiano nascendo delle squadre di persone disposte a farsi giustizia da sole, assolutamente no. È gente che semplicemente vuole proteggere i propri cari, e che a noi domanda un supporto, nel caso volessero vigilare sul loro quartiere o le loro case. E noi, naturalmente, ci dichiariamo disponibili”.

Secondo Balletta, “quelli della Lega dovrebbero farsi un esame di coscienza, visto che il loro governo non ha affatto risolto il problema immigrazione”. Ed è questo il senso degli striscioni appesi la notte scorsa un po’ in tutta la Lombardia. Ne sono apparsi presso la sede dei “padani” a Como, come pure a Lodi. A Pavia, invece, un grosso striscione con su scritto “Consegnateci Kabobo” è stato appeso fuori dalla sede cittadina di Sel.

di  | 16 maggio 2013, Il Fatto quotidiano

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/16/milano-dopo-tre-uccisi-a-picconate-forza-nuova-va-allattacco-della-lega/596335/

CONSEGNATECI KABOBO! Blitz di Forza Nuova in tutta la Lombardia

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Nella notte di mercoledì 15 maggio i militanti di Forza Nuova hanno esposto striscioni davanti le sedi della Lega Nord in tutta la Lombardia ( a milano davanti la sede della Lega in via Bellerio). Gli striscioni riportano le frasi: “BOSSI-FINI = CONDANNA A MORTE PER L’ITALIA” e “CONSEGNATECI KABOBO”. ”

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Il disastroso stravolgimento sociale e razziale delle nostre città proprio a seguito della legge Bossi-Fini del 2002, dimostra oggi più che mai la sua natura di “legge scellerata e contro gli italiani“, commenta Salvatore Ferrara Coordinatore Lombardo di Forza Nuova. “Riteniamo la Lega Nord, da 20 anni al Governo in Italia e in Lombardia, colpevole di aver propagandato e mai bloccato l’immigrazione selvaggia; quella Lega che, evidentemente sicura dell’incosapevolezza di tanti lombardi, ancora oggi ha la faccia tosta di lanciare anatemi contro lo Ius Soli e contro i clandestini, quando grazie alle sue leggi l’immigrazione clandestina e regolare in Lombardia è vergognosamente aumentata“.

 

I vari Salvini e Maroni, colpevoli di aver preso in giro i Lombardi – continua Ferrara – andrebbero spediti in Congo insieme al ministro che stanno sostenendo con i loro compari del PDL, invece di denunciare un degrado che loro stessi hanno avallato e contro il quale non si sono mai realmente opposti“. “Forza Nuova è oggi l’unico partito in Italia schierato a reale difesa dell’identità e della cultura italiane, come pure l’unico Movimento politico che combatte frontalmente la società multirazziale e il suo manifesto fallimento che riempie le cronache dei giornali e TV di ogni giorno.

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Solo Forza Nuova, che non hai mai creduto nel buonismo dei politici che ci bombardano con la favola dell’integrazione razziale (Lega compresa), chiede il blocco dell’immigrazione e l’espulsione immediata di tutti i clandestini e di tutti gli stranieri regolari che hanno commesso reati sul suolo italiano“. “Quanto accaduto a Milano – conclude Ferrara – deve farci aprire gli occhi; in una Italia sempre più allo sbando e senza leggi dure e precise in materia, pertanto noi di Forza Nuova chiediamo che ci venga consegnato lo stragista Kabobo, per essere giudicato, processato e condannato direttamente dagli Italiani“.

http://www.quicomo.it/05/16/blitz-di-forza-nuova-contro-lega-nord-di-como.html

http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2013/05/16/news/consegnateci-kabobo-lo-striscione-a-pavia-1.7074196

Platone…non Forza Nuova

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Quando la città retta a democrazia si ubriaca di libertà confondendola con la licenza, con l’aiuto di cattivi coppieri costretti a comprarsi l’immunità con dosi sempre massicce d’indulgenza verso ogni sorta di illegalità e di soperchieria; quando questa città si copre di fango accettando di farsi serva di uomini di fango per potere continuare a vivere e ad ingrassare nel fango; quando il padre si abbassa al livello del figlio e si mette, bamboleggiando, a copiarlo perché ha paura del figlio; quando il figlio si mette alla pari del padre e, lungi da rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità; quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a tutto e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle?
In un ambiente siffatto, in cui il maestro teme ed adula gli scolari e gli scolari non tengono in alcun conto i maestri; in cui tutto si mescola e si confonde; in cui chi comanda finge, per comandare sempre di più, di mettersi al servizio di chi è comandato e ne lusinga, per sfruttarli, tutti i vizi; in cui i rapporti tra gli uni e gli altri sono regolati soltanto dalle reciproche convenienze nelle reciproche tolleranze; in cui la demagogia dell’uguaglianza rende impraticabile qualsiasi selezione, ed anzi costringe tutti a misurare il passo delle gambe su chi le ha più corte; in cui l’unico rimedio contro il favoritismo consiste nella molteplicità e moltiplicazione dei favori; in cui tutto è concesso a tutti in modo che tutti ne diventino complici; in un ambiente siffatto, quando raggiunge il culmine dell’anarchia e nessuno è più sicuro di nulla e nessuno è più padrone di qualcosa perché tutti lo sono, anche del suo letto e della sua madia a parità di diritti con lui e i rifiuti si ammonticchiano per le strade perché nessuno può comandare a nessuno di sgombrarli; in un ambiente siffatto, dico, pensi tu che il cittadino accorrerebbe a difendere la libertà, quella libertà, dal pericolo dell’autoritarismo?
Ecco, secondo me, come nascono le dittature. Esse hanno due madri.
Una è l’oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia. L’altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi.
Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è pronuba e levatrice.
Così la democrazia muore: per abuso di se stessa.
E prima che nel sangue, nel ridicolo .

Platone – La Repubblica Cap.VIII, Atene 370 A.C.