Martesana

Le notizie dalla nostra sezione della Martesana e dalla parte est della provincia.

Chi c’è dietro il movimento/partito 5 stelle

casaleggio

Proponiamo un articolo a firma di Giancarlo Perna tratto da Il Giornale, che fa un’analisi molto illuminante sul fenomeno dei cosiddetti “grillini”. Interessante perchè viene confermata l’ideologia deviata del “gran maestro” del moviemto pentastellato. La gente che ha votato per Grillo – comprensibilmente infuriata contro la politica – dovrebbe conoscere su quali basi culturali si fonda l’inquietante progetto di Casaleggio, ossia del braccio destro del comico prestato alla politica Beppe Grillo. C’è di che preoccuparsi, ma d’altronde anche questo è segno dei nostri tempi.  ”L’Uomo è Dio, è ovunque e chiunque. Conosce ogni cosa…” Queste alcune delle esternazioni inquietanti di Casaleggio. E poi c’è l’entusiasmo annunciato da Goldman Sachs per il suo successo elettorale. E non è cosa di poco conto…

La redazione di OF

 

Che i politici si lasciassero ispirare da santoni era fenomeno noto: dall’influsso di Rasputin sugli zar; a quello di La Pira su Fanfani; a Fagioli, lo psichiatra, che si intortava Bertinotti. Ma Gianroberto Casaleggio, guru del neo-politico Beppe Grillo, è di un altro pianeta. È il primo visionario postmoderno che smanetta da dio, si è consacrato a internet e si ritiene precursore della rivoluzione politica in marcia, di cui il grillesco M5S è un’anticipazione.Gianroberto è stato il creatore del blog di Grillo nel 2005 e l’artefice del grande successo di quel sito. Ha innescato dibattiti via web, convogliando opinioni verso obiettivi politici, tipo No Tav, la «decrescita felice», il telelavoro, il grillismo insomma, orientando gli umori con interventi suoi o di propri adepti (i cosiddetti influencers) e stroncando con durezza chi usciva dal solco tracciato. Comunque, tutto rigorosamente in Rete. Ed è questa la differenza tra lui e i santoni suoi predecessori.Anni fa, mi occupai di Massimo Fagioli, lo strizzacervelli romano che si era impossessato della psiche di Fausto Bertinotti (allora presidente della Camera), sottoponendolo con i compagni di Rc a suggestive introspezioni collettive in un palazzo di Trastevere. Fagioli, in un silenzio religioso in cui pareva aleggiare lo spiritosanto, diceva cose tipo: «Stiamo cercando qualcosa che è grande: realtà umana, identità, socialismo, libertà. Mai, prima d’ora, con socialismo e libertà erano state messe parole come rapporti interpersonali». Non ci si capiva un tubo, ma c’era qualcosa di familiare. Termini come socialismo e realtà umana, avevano il sapore dei libri che avevamo letto. Umanizzare la politica era vasta cosa, ma ci poteva stare. Insomma, il prof. Fagioli appariva fuori di sé, ma direi in modo classico come altri veggenti della Storia, da Efimovic Rasputin, appunto, a Giorgio La Pira.Il fumo che vende Casaleggio è invece così nuovo da spiazzare. Già che usi il web – sul quale navighiamo un po’ tutti ma con circospezione – dà la vertigine. Raddoppiata però dai toni mistici di Gianroberto che inneggia alla Rete con accenti così profetici che ti verrebbe d’istinto chiamare il 118. Questo sciamano informatico considera la Rete spartiacque tra due civiltà: la preistoria dei libri e dei giornali «specie estinte» (infatti, un vero grillino neanche sa dove siano di casa) e il domani «tutto Rete, interconnessioni, intelligenza collettiva». Per capire Casaleggio, peschiamo nell’opera sua. Da uno scritto: «L’Uomo è Dio (le maiuscole sono casaleggiesche, ndr), è ovunque e chiunque. Conosce ogni cosa: questo è il nuovo mondo di Prometeus. Tutto ciò è iniziato con la Rivoluzione dei Media e con Internet alla fine del secolo scorso». Come con Fagioli, non si capisce un piffero. In aggiunta, però, ogni parola suona estranea: ovunque, chiunque, il titano, l’Uomo che è Dio. Ma di che parla? Ed è ancora niente. In un video in inglese rintracciabile su YouTube e prodotto dall’azienda del Nostro, la Casaleggio Associati, Gianroberto fa un vaticinio così vaneggiante da auspicare l’intervento di un esorcista. È il preannuncio di un Nuovo Ordine Mondiale, detto «Gaia» (dal nome dato alla Terra, «pianeta vivente», nella letteratura fantascientifica di cui Casaleggio è cultore): nel 2018 il Mondo sarà spaccato in due blocchi, Democrazia diretta e libero accesso a Internet a Ovest, dittatura con poco internet in Cina, Russia e MO; nel 2020 scoppierà la Terza Guerra mondiale; durerà vent’anni e i simboli dell’Occidente saranno distrutti (i nostri pregiudizi religiosi, umanistici, nazionali, ecc.); nel 2040 vincerà la Rete; nel 2047, tutti avremo una nostra identità su Google e nel 2054 ci sarà la prima elezione mondiale via web per un governo, Gaia, che ci darà (si presume) la felicità. Ora che sappiamo l’essenziale sul cervello di Gianroberto, affrontiamo ciò che ne resta, anche se il personaggio è piuttosto segreto. Non gli piace, infatti, rispondere a domande e, per alimentare il mistero, comunica con videomessaggi sul Web.Cinquantanovenne, milanese, Casaleggio è perito informatico (iscritto a Fisica, ha dato una manciata di esami prima di rinunciare), con lunga esperienza di manager nel settore. Ha lavorato nella Olivetti di Colaninno, poi in joint venture con Telecom, diventando ad di Webegg, azienda di marketing internettiano. Ottimo tecnico ma amministratore faraonico, ridusse i bilanci un colabrodo. Nei locali della società, fece costruire costose stanze a forma di uovo (l’egg della sigla aziendale) in cui riunirsi per percepire il futuro. Organizzava, inoltre, per dipendenti, amici e parenti voli al seguito delle coppe europee di calcio. Per tacere, come si racconta, delle trasferte al Castello di Belgioioso (Pavia) per convenire attorno a una tavola rotonda, in omaggio a Re Artù di cui si sentiva emulo. Il Gianroberto di oggi – chioma fluente e occhialoni alla John Lennon – è nato invece nel 2004, quando si mise in proprio con la Casaleggio Associati (strategie di Rete), casa madre in Via Moroni, accanto alla Scala. Un giorno, Grillo gli telefonò dopo avere letto cose sue in Rete per fissare un incontro, avvenuto a Livorno dopo uno spettacolo del comico. Divennero inseparabili e Gianroberto,considerato da alcuni massone (lui, però, nega) fu ribattezzato «piccolo fratello» di Beppe. Casaleggio ha convertito l’attore alla Rete per la quale aveva idiosincrasia, considerandola la quintessenza di quella insensata accelerazione, tipo Alta velocità, che guasta siesta e pennichelle, sale della vita (prima della conversione, Grillo, durante le recite spaccava ritualmente un computer sul palco). Insieme hanno preso tutte le successive iniziative grilline: oltre al blog, i Vaffa Day (2007) e la fondazione di Cinque Stelle (2009). C’è chi dice che Grillo sia plagiato e che dietro di lui ci sia sempre l’altro. Casaleggio, con una lettera al Corsera, ha spiegato di non essere «dietro» a Grillo ma al «suo fianco». Molti grillini, comunque, lo detestano. Uno per tutti, Giovanni Favia, il consigliere regionale emiliano cacciato nel 2012 dal M5S, lo ha definito «spietato e vendicativo», un despota che mentre straparla di democrazia, la calpesta all’interno del movimento.In effetti, le contraddizioni di Casaleggio sono legione. Si va dai rapporti economici della sua azienda con le multinazionali Usa – JP Morgan, PepsiCo, Marriot, eccetera – che a parole denuncia come peggio del peggio, all’utilizzo del Frecciarossa Roma-Milano (lo ha beccato Paolo Bracalini che ne ha scritto su questo giornale) quando invece si dichiara nemico dell’Alta velocità. Insomma, tira anche lui a campare: santone sì, santo no.

(fonte Il Giornale – G.Perna)

A Roberta Lombardi va la nostra solidarietà. Senza se e senza ma.

roberta lombardi

 

Solidarietà a Roberta Lombardi, neo capogruppo alla Camera del M5S che ha sperimentato sulla sua pelle la libertà di pensiero che vige in Italia.
Dire quello che tutti pensano, ma pochi hanno il coraggio di esternare è VIETATO.
Ma siccome lo sanno tutti e il coraggio non ci manca, diciamo brava Roberta, IL FASCISMO AVEVA UN ALTISSIMO SENSO DELLO STATO E TUTELAVA LA FAMIGLIA!

FN

Elezioni 2013: l’analisi di Roberto Fiore

Roberto-Fiore

l risultato di queste elezioni non lascia dubbi né incertezze: l’imponente avanzata di Grillo ha risucchiato i voti di tutti i partiti, colpendo anche Forza Nuova, che ha visto, in questa tornata elettorale, le preferenze al movimento ridursi allo zoccolo duro: un centinaio di migliaia di voti. Tutti quei movimenti e partiti anti-sistema, che, latori di proposte serie, programmi dettagliati e candidati preparati e già addentrati nella politica, e che avrebbero potuto rappresentare la concreta ed efficace alternativa alla corruzione e al malgoverno di questi anni, sono stati letteralmente sbaragliati da un fenomeno che è stato gonfiato ad arte negli ultimi mesi e che è riuscito a canalizzare il consenso degli italiani verso di sé. Questo risultato, tuttavia, non rispecchia né l’ effettivo stato di salute del movimento Forza Nuova, né la crescita effettiva del movimento sul territorio da cinque anni a questa parte, e neppure l’interesse suscitato nei cittadini dallo stesso movimento in questo mese di campagna elettorale: interesse riscontrabile negli altissimi dati di ascolto registrati da tutti i programmi televisivi in cui ci è stato dato spazio e dalla vivace presenza nelle piazze italiane. Fatto sta, che il risultato è chiaro, nella sua crudezza, e l’analisi che facciamo non può e non deve distaccarsi dalla realtà che questo risultato elettorale ci pone davanti. La tempesta che è in atto oggi nel sistema politico italiano ci rimanda a quelle vicende che nel 1992-93 videro lo stesso sistema devastato dallo scandalo ‘mani pulite’, quando personaggi come Craxi, che avevano provocato il corto circuito di Sigonella, furono bruscamente esautorati e costretti a finire la propria vita in esilio. Per capire ciò che sta accadendo oggi, forse, è utile proprio un paragone con cosa accadde allora: Antonio di Pietro, legatissimo alla struttura Cia-Mossad, ed in particolare alla figura di Michael Ledeen (che gli permetterà di procurarsi dei fondi imponenti), è l’uomo che, di fronte allo scenario di corruzione che si era profilato con lo scandalo “mani pulite”, attuò il repulisti, per conto degli americani, proprio nei confronti di quella classe dirigente (Craxi)che aveva provato a svincolarsi dalla tutela degli Stati Uniti. Il sistema che si è ricomposto dopo lo scandalo “mani pulite”, e i cui principali esponenti furono uomini come Fini e Berlusconi, uomini di chiara impronta politica filo-americana, si è attestato nuovamente sulla completa accettazione degli accordi che posizionano l’ Italia sotto la tutela statunitense. Quello che noi crediamo è che oggi Grillo (anch’ egli passato al vaglio dell’ ambasciatore americano Spogli, come confermano i dossier pubblicati da alcune testate giornalistiche italiane), come Di Pietro al tempo, ricopra il ruolo di “rivoluzionario sotto controllo”. Il compito di Grillo e di chi lo appoggia, però, non è stato fra i più facili e pertanto Grillo, nei mesi precedenti al voto, in almeno dieci occasioni ci tiene a rimarcare e ad avvertire che senza di lui o dopo di lui vi è il pericolo di un’ “Alba Dorata” e di Forza Nuova. Molto attento alla possibilità di sviluppo di un pericolo di questo tipo, Grillo durante la campagna elettorale modifica la sua strategia propagandistica e da una scelta iniziale di non menzionare il punto della sovranità monetaria, passa ad affermare chiaramente, nel suo comizio a Cuneo del 16 Febbraio, che “il debito pubblico va ripudiato e la Banca d’Italia nazionalizzata deve emettere denaro”: esattamente lo stesso mantra che i candidati forzanovisti ripetono da qualche anno in tutte le piazze. Addirittura in una spregiudicata imitazione della simbologia di FN, un esponente del Movimento 5 Stelle ieri ha proposto agli eletti grillini di “indossare il giorno dell’ insediamento in Parlamento la camicia bianca per dare un’ idea di purezza e di compattezza del movimento”. Le stesse camice bianche sono state adottate come uniforme e indossate in tutte le manifestazioni di Forza Nuova da un anno a questa parte proprio per trasmettere il carattere di purezza e di onestà della classe dirigente forzanovista ai cittadini. Al contrario di Grillo, Forza Nuova, in questa campagna elettorale e in tutta l’ azione politica precedente, ha insistito con la conferma della propria pregiudiziale anti americana. Nel corso di una trasmissione seguita da quasi un milione di persone, ho sostenuto che le basi americane e NATO debbono essere rimosse dal suolo italiano e che l’ Italia debba completamente sganciarsi dall’ orbita americana, dando ulteriore forza a queste dichiarazioni con la pretesa di essere l’unica formazione politica italiana a sostenere inequivocabilmente questa tesi. La storia quindi ci insegna che questa ipoteca posta dagli Stati Uniti è sempre stata alla base della concessione del via libera per chi avanza e dello stop per chi non può avanzare. I partiti antisistema come Forza Nuova, da cui il M5S ha attinto idee, programmi e modus operandi, hanno palesemente ricevuto questo stop. E allora che fare? Allarghiamo il fronte. Forza Nuova propone a tutte le formazioni nazional-popolari,con le quali ha già intrapreso un dialogo, e ai gruppi politici e alle associazioni di cittadini anche non di ispirazione nazional-popolare, ma sicuramente antisistema (come per esempio l’ importante contributo dato dal magistrato Ferraro), di creare delle strutture sociali apartitiche di ispirazione “peronista” che creino rapidamente le difese necessarie ad evitare gli aspetti più tragici dell’ imminente default italiano. A prova della necessità di questa “operatività sociale” ci viene in aiuto un altro ragionamento dello stesso Grillo che afferma in una recentissima intervista che “la crisi non può essere fermata e che pertanto ci si dovrà organizzare a livello sociale e comunitario nell’onestà e nella solidarietà”. Non possiamo non condividere quest’ interessante concetto, che, anche in questo caso, da tempo Forza Nuova porta avanti. Quindi, allarghiamo il fronte dell’ azione a quella che appare essere la sfida sociale che il popolo italiano dovrà affrontare , vista la totale mancanza di volontà di qualunque governo si costituirà nei prossimi giorni, di uscire dalla morsa della BCE e delle istituzioni finanziarie internazionali. Forza Nuova deve quindi allargare l’ ambito del fronte più di quanto abbia fatto prima: creare dei network di imprese sul territorio per la spendibilità di una moneta popolare parallela, creare delle colonie per l’ infanzia e una rete di supporto alle famiglie, mettere in contatto le cooperative agricole con una rete di consumatori per la vendita dei prodotti a km zero, creare dei gruppi di acquisto solidale nelle città e nei paesi a livello micro-comunitario”. L’Argentina, per esempio, già nei due anni precedenti al “corralito” (il default dell’economia che comportò fame, disperazione, la caccia ai generi alimentari per intere settimane), aveva sviluppato monete locali e mercati solidali che permisero agli argentini di evitare il disastro e di iniziare un cammino di ricomposizione sociale. Il partito peronista animato da una chiara impostazione social-nazionale, fece il resto e, in pochi anni, l’Argentina uscì dal debito e sanò le sue peggiori ferite. Dobbiamo connotare questo fronte con una chiara scelta di campo, anche a livello internazionale: una scelta filo russa sul piano geopolitico ed etico, per la riscoperta della forza della tradizione contro la decadenza occidentale e contro il modello liberal americano e filo atlantico, completamente fallito, che ha portato l’ Europa alla catastrofe. Questa linea è stata recentemente espressa anche in un testo prodotto da un think tank russo dal nome “Progetto Russia”, in cui si delinea, infatti, la possibile riscossa europea sulla base di quella riscossa Russa già in atto. Ad avvalorare la giustezza delle linee definite è uscito oggi il preoccupante (per loro) rapporto dei servizi segreti italiani, fortemente legati all’ atlantismo, al Parlamento Italiano, che lancia un “allarme”, secondo il quale, a seguito di un probabile intensificarsi nei prossimi mesi della crisi economica, è «ipotizzabile un’intensificazione dell’impegno dell’area dell’estrema destra sul sociale”. Segue il rapporto affermando che «si sono consolidate ed ampliate le sinergie con le formazioni europee di omologo orientamento ideologico, finalizzate alla costituzione di un comune fronte identitario connotato in chiave antiatlantica e filorussa». Detto questo ci preme affermare infine che Forza Nuova, aldilà del risultato elettorale, ha oggi la forza, la preparazione e la capacità per lanciare sul territorio una resistenza sociale credibile e coinvolgente. Le rivoluzioni non si fanno con il 40% dei voti, le rivoluzioni le fanno le minoranze preparate, forti e organizzate. Noi siamo quella minoranza che, al momento giusto, quando si sfalderanno le false promesse e i falsi idoli, sarà pronta a prendersi sul campo il consenso degli italiani, che torneranno ad essere un popolo, e non una folla. Guardando infine all’ immediato futuro, il prossimo appuntamento importante sarà l’ elezione del Capo dello Stato nelle prossime settimane: vi diamo appuntamento nelle piazze italiane poiché l’ avallo delle proposte di Grillo, che vanno da Di Pietro a Dario Fo, o quelle che vorrebbero Giuliano Amato o addirittura Prodi, provocheranno sicuramente una forte mobilitazione delle camicie bianche forzanoviste contro l’ ennesimo affronto dei poteri forti.

Roberto Fiore

In ruinis, fermissime permanere. Hoc opus!

massimino

Il 9 Marzo a Milano! Dalle 18.00 FN time…Sai quante crisi isteriche in questo momento nei sinistri palazzi? Sai quante richieste di vietarlo nei prossimi giorni? Sai quanti strepiti dei dinosauri anpi? Sai quanti ” Paolo portali viaaaa“? Sai quante minacce antifa’? Sai che spettacolo esserci?

E allora, stai in contatto e diffondi. Seguiranno INFO