proteste_forconi_milano_fotogramma

Cosa sia davvero successo a Milano nella settimana dal 9 al 14 dicembre può raccontarlo solo chi c’era. E noi c’eravamo non per qualche minuto per raccogliere un’intervista, non per qualche ora tanto per fare passerella e farci fare qualche intervista e neppure per qualche giorno semplicemente per vedere cosa facevano “gli altri”. Noi ci siamo stati e tutti i santi giorni…Ma ragioniamo con ordine. Lunedì il rendez-vous per i milanesi era a via dell’Innovazione davanti la sede di dis-Equitalia. Arrivati li oltre ad un centinaio di cittadini abbiamo subito notato un gruppetto di militanti “antagonisti” del Cantiere. Gli antifascisti di professione hanno cercato subito di dividere i rivoltosi, promettendo “casino” e organizzando un corteo estemporaneo che si è poi palesato davanti la Regione Lombardia. Lì, tanto per non smentirsi hanno tirato fuori il famoso striscione ritratto furbescamente dai giornalisti radical-shit a voler dire che il popolo in piazza è antifascista…Essendo rimasti in pochi davanti ad Equitalia ci siamo diretti verso il presidio di Rho, dove abbiamo trovato diverse centinaia di persone, le più diverse tra loro per anagrafe, ceto sociale e idee, tutte unite dalla rabbia contro governo, sindacati e politicanti. Durante tutto il giorno sono stati effettuati numerosi blocchi stradali accompagnati dalla distribuzione di volantini che spiegavano i motivi di quella protesta. In tanti, tantissimi spegnevano i motori e si univano ai manifestanti. Il giorno dopo ci siamo ripresentati a Rho. Ancora di più e meglio organizzati si è continuata l’attività di controinformazione del giorno prima. Intanto le nostre fila si sono ingrossate. Decine di giovani, notando una certa struttura del nostro gruppo si sono uniti a noi chiedendoci di organizzare insieme qualcosa di più importante nel centro di Milano. Siamo così venuti a sapere che in quelle ore si stava organizzando un presidio spontaneo in piazzale Loreto. E lì ci siamo recati. Siamo a martedì pomeriggio. L’atmosfera che si respirava era davvero molto particolare…tutto molto spontaneo. Anche lì tanti giovani ma anche persone di ogni età. Uomini e donne.

1470035_558320384254668_457392313_n

E ognuno con la sua storia da raccontare. Tanti tricolori, tanti slogan contro casta e banche. Tanti volantini informativi. Diverse persone si alternavano al megafono. Uno in particolare era li per farsi notare, sorrideva ai giornalisti, faceva il simpatico con la folla, insomma un politico in abiti civili. Il suo nome? Jacopo. Ma è durato poco, come tutti sappiamo. Come è durato poco il solito striscione riapparso in piazza…Chi l’aveva fatto mettere? proprio lui, il nostro Jacopo…e sapete che spiegazione aveva dato della frase scritta in rosso su quello straccio bianco? Un semplice invito alla gente a riempire la piazza. Abbiamo chiesto di rimuoverlo spiegano il reale significato.

cantkaputt

E arriviamo a mercoledì. Ci presentiamo aprendo il famoso striscione “Contro l’Europa delle banche, contro il governo delle tasse” tutta la piazza si mette dietro e la giornata va avanti alla grande. Stessa cosa il giorno dopo, giovedì. Arriviamo, srotoliamo lo striscione del giorno prima e ci accorgiamo subito che il nostro Jacopo – rivelatosi poi ometto contiguo al Cantiere – inizia a sproloquiare di stile “Littorio”.

http://video.repubblica.it/dossier/forconi-rivolta/forza-nuova-insieme-ai-forconi-marcia-in-piazzale-loreto/150015/148522

Ma che cazzo è lo stile Littorio? Neanche lui lo sa. Noi teniamo ovviamente lo striscione e la piazza isola lui e qualche altra zecca…Il giorno dopo per correttezza ci presentiamo con un nuovo striscione, nuovi colori e nuovo messaggio: “Riprendiamoci il futuro!” E la piazza ci accoglie con un grande applauso. Bissato il giorno successivo

http://video.repubblica.it/dossier/forconi-rivolta/milano-i-forconi-applaudono-il-nuovo-striscione-di-forza-nuova/150083/148590?ref=HREC1-8

Conclusione: il popolo quello vero, quello non ha stantie pregiudiziali. Il popolo, quello vero non è gregge da indirizzare verso un dirupo. Il popolo quello vero riconosce chi ne fa parte. La rivolta del popolo fa schifo alla sinistra che per non doverla neppure chiamare per nome ha inventato “jacquerie”.

La domanda non è se in piazza c’erano i fascisti, la domanda è perchè in piazza non c’erano gli antifascisti.

Il rivoluzionario sta nel popolo come un pesce nell’acqua” Mussolini? No: Mao Tse Tung

L’interessante approfondimento del fatto:

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/12/18/fattotv-ferro-forconi-sbagliato-dividersi-ma-rischio-deriva-destra-estrema/258618/

 

Print Friendly, PDF & Email