Ricorre la festa della Repubblica, di una Repubblica che non ha neppure la dignità e l’orgoglio di far sfilare le proprie Forze Armate che oggi passeranno per quelle vie che già furono imperiali nel disinteresse generale e accompagnate dal solito miserabile vociare per i costi della parata. Mi chiedo :uno,due milioni? a fronte di ottocento miliardi di spesa pubblica, di uno, due? miliardi pagati per veder sfilare in aule sorde e grigie un migliaio di politicanti pronti a sbranarsi brano a brano, a difendere specialmente la propria fazione ( se non meramente se stessi ).

La Repubblica, non ci sembra tale, la cosa pubblica non esiste, esiste la somma delle cose individuali la cui tutela è affidata al pubblico. Vediamo il disordine, vediamo aizzati gli organi della Società e dello Stato l’uno contro l’altro: magistratura contro governo e parlamento, sindacati contro associazioni confederali, cittadini contro lo Stato, esattorie contro famiglie e imprese, una Banca centrale che non risponde a nessuno in Italia ma a chiunque al di là delle Alpi, la dignità delle Forze Armate prostrata, la vita dello Spirito irrisa, la Chiesa marginalizzata e avversata.

Questa la Repubblica Italiana, che allora direi repubblichina tanto poco essa sia capace di muovere gli animi di questo popolo che mai come in questo momento della Storia si trova orfano e sperduto, figlia della resistenza tempio dell’idolatria della libertà e della democrazia, cultrice dell’egoismo dei diritti, fondata non sul lavoro ( ovvero sulla lotta ) del popolo ma al massimo di quello delle logge che in essa prolificano.

Davanti a tutto ciò mordiamo il labbro, vediamo l’altra Repubblica, quella che nacque e visse brevemente come una fiammata d’amore giovanile per purificare l’Italia dal disonore e dalla vergogna della resa e del tradimento ( oggi categorie conglorificate, non ci si stupisca dunque se in Italia la corruzione sia sempre più un fenomeno endemico ),quella che nacque per risparmiare alla Patria tutti questi mali, quella che nacque per essere dei combattenti e dei lavoratori, essere chiamata repubblichina.

Lo sappiamo, è Satana il padre delle menzogne.

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