Casette e posti auto ai rom di Milano, i leghisti contestano il leader Bossi

Di Marco M. • ago 25th, 2010 • Categoria: Attualità & controinformazione, Primo piano

Mille firme per fermare un nuovo campo. E in 13 restituiscono al Carroccio la tessera del partito

Leghisti contro la Lega. Succede a Milano, in via Padova, zona simbolo della convivenza difficile con gli stranieri. Mille residenti dell’associazione Riprendiamoci Milano che si riconoscono nella Lega sfogano la loro rabbia in una lettera a Umberto Bossi. Gli chiedono di fermare la costruzione di un campo nomadi a due passi da casa, dove nel febbraio scorso scoppiò la rivolta degli egiziani. I lavori cominceranno in autunno: casette, giardini e posti auto per i nomadi. Un progetto del Comune, dove la Lega è nella maggioranza, finanziato con 5 milioni di euro dal ministro Maroni.
La lettera, accompagnata da 987 firme, ha toni duri: “A Milano la Lega regala casa ai rom — si legge — mentre le aziende chiudono, con padri e figli senza lavoro“. I mille di via Padova restituiranno a Bossi 13 tessere di un partito che “ha perso identità“. L’associazione ha già raccolto 10mila firme, non solo di leghisti, contro il campo “di transito” (dove i nomadi potranno sostare temporaneamente) che sostituirà l’accampamento abusivo che c’è oggi.

Dopo la rivolta degli egiziani, Riprendiamoci Milano aveva manifestato allo slogan “rivogliamo la nostra città“, fischiando tutti i politici tranne i leghisti, “gli unici che fanno qualcosa“, “un partito della gente“.

Ma ora i duri di via Padova presentano il conto. La lettera a Bossi è scritta in prima persona, a parlare è Raffaella Piccinni, 35 anni, tassista, militante sospesa per dieci mesi dal partito in nome della sua “linea dura contro gli zingari“. Un approccio che in via Padova ha fatto breccia. Paolo, 34 anni, nato a Salerno: “Bossi è l’unica speranza — dice — chi ha i rom sotto casa può capire”.

di FRANCO VANNI – Repubblica.it

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