Vivere di rendita con la retorica. La sinistra italiana attacca il fascismo, mentre i “nemici” sono altri
Di Marco M. • mag 27th, 2010 • Categoria: Attualità & controinformazione, Primo piano, Propaganda
Piero Sansonetti è un giornalista di sinistra, oggi direttore del settimanale Gli Altri e un tempo di Liberazione: nessun dubbio sulle sue posizioni politiche. Tuttavia, e ne parlo per questo, non è di quei comunisti, ex o cripto-comunisti, non è di quei riformisti (in realtà più comunisti dei veterocomunisti), che se possono tapparti la bocca, perché tappano e, se non ci riescono materialmente, ti mandano a farti fottere con insulti a corollario, come ha fatto D’Alema a Ballarò” con Sallusti, vicedirettore de Il Giornale. No, con Sansonetti capisci che puoi parlare e capisci pure che lui alla libertà – tua e non soltanto sua – ci tiene davvero.
Non a caso dichiarò pubblicamente che il divieto prefettizio di sfilare imposto ai giovani di “Casa Pound” per le vie di Roma non era accettabile, dato che tutti hanno il diritto di scendere in piazza, qualsiasi sia il loro credo politico. Naturalmente è stato fatto a pezzi dai compagni dei centri sociali e dai duri e puri del Pd, secondo i quali prima viene l’antifascismo e dopo la libertà d’espressione. Sansonetti ha risposto da par suo, in particolare a quanti l’hanno insultato perché ha poi difeso il diritto di Forza Nuova di sfilare in corteo a Milano sabato scorso.
Forza Nuova, dunque… Tanto per essere chiari, chi scrive non fa parte di quell’organizzazione, ciononostante ritiene assurdo che ai ragazzi forzanovisti venga costantemente negata la possibilità di manifestare perché, nel caso,gli antagonisti (antagonisti a cosa è un mistero, visto che stanno dalla parte di una globalizzazione ancora più spinta di quanto già non lo sia) creerebbero disordini. Il solito vecchio trucco: tu vuoi fare questo? Io vado dal questore o dal prefetto e dico che se lo fai scoppia il finimondo. Le autorità, che tutto vogliono fuorché casini, si precipitano a negarti ciò che magari ti avevano in un primo tempo concesso. Alla fine sono i centri sociali a decidere chi può e deve sfilare, il che è, francamente, inaccettabile anche perché ricatti del genere vengono fatti non solo per I cortei di Forza Nuova, ma anche per di conferenze non gradite, come per la presentazione dei libri di Pansa.
Alle spalle di Indymedia, che è il blog dei giovani antagonisti, ci sta, presumibilmente, l’Osservatorio democratico sulle Nuove Destre curato da Saverio Ferrari, storico esponente dell’estrema sinistra che nel 1976, quando militava nelle file di Avanguardia Operaia, assaltò il bar milanese di Largo Porto di Classe e tre ragazzi di destra finirono in coma per le sprangate.
Ma il compito o il diletto del sunnominato stava soprattutto nello schedare gli avversari politici e fu proprio da uno di questi suoi schedari che alcuni del servizio d’ordine di Avanguardia Operaia trassero l’indirizzo di Sergio Ramelli, un missino di diciotto anni ammazzato a sprangate sotto casa. Inevitabile, quindi, che l’attività di archivista la pagasse con una condanna: ad undici anni in primo grado, ridotta a cinque in appello e ulteriormente ridotta a tre anni e due mesi in Cassazione. Terminata l’esperienza nel gruppo extraparlamentare, Ferrari è entrato in Rifondazione .
Da funzionario di partito in Lombardia, ha messo in piedi il suo Osservatorio che, stando alla dicitura, vorrebbe essere democratico. Se un uomo è la sua storia, non ci sarebbe altro da aggiungere se non che, secondo notizie d’agenzia, si è presentato anche lui dal prefetto perché ai forzanovisti venisse negato il permesso di manifestare. In conclusione: gli antagonisti si sono raccolti in un sit-in nei pressi del centro città mentre i militanti di Forza Nuova hanno tentato inutilmente di raggiungere una piazza vicina dove Roberto Fiore avrebbe dovuto tenere un comizio.
Nel frattempo, la libertà d’espressione era andata a nascondersi per la vergogna… Ciò che lascia perplessi è come sia possibile che gli aderenti ai centri sociali continuino a parlare di antifascismo, quasi che dal balcone di piazza Venezia il Duce facesse ogni sabato un discorso. È finito quel periodo, ragazzi che sfilate con striscioni antifascisti, il Duce è morto e il fascismo non c’è più. L’uno e l’altro sono scomparsi da una sessantina d’anni: non sarebbe ora di piantarla di giocare alla guerra? Volete un nemico? Eccovi accontentati: banche, Fondo Monetario Internazionale, Massoneria.
Tre in uno, uno e trino, dovrebbe bastarvi…
Federico Midgar, Linea

