I “centri sociali” festeggiano 30 anni di impunità
Di Marco • Gen 25th, 2010 • Categoria: Attualità & controinformazioneNel 2010 superano i 30 anni di abusivismo e violenza. I centri sociali in città sono una ventina. Alcuni considerati «tranquilli». Altri direttamente o indirettamente coinvolti nelle vicende che hanno riguardato e riguardano la riorganizzazione del brigatismo rosso, o le cronache di violenze, devastazioni e teppismo che periodicamente coinvolgono le strade della città.
Una decina di questi centri occupano in modo illegale case, stabili, capannoni. Pubblici o privati. Il catalogo è presto fatto. Il Centro occupato autogestito T28 batte ogni record: i locali di via dei Transiti sono occupati abusivamente da 31 anni. L’appartamento è una proprietà privata, ma i proprietari, Maddalena e Basilio Mura, per ora hanno solo pagato le spese. Per il resto la loro casa non l’hanno neanche mai vista. L’ufficiale giudiziario è passato più di 80 volte a notificare lo sfratto, senza la forza pubblica per eseguirlo.
Antico anche il caso del Pergola Tribe, in via della Pergola (quartiere Isola) da 21 anni, o dell’Adrenaline di via Gorizia: la cui occupazione è datata 1980. La storia del Cox 18 in via Conchetta è iniziata 22 anni fa. La «Panetteria» in via Conte Rosso - proprietà non comunale - è stata «okkupata» 19 anni fa, e oggi ospita i «duri e puri» dell’autonomia: ex brigatisti ed estremisti vari. Esattamente un anno fa in largo Cairoli si scontrarono con la polizia nel corso di un convegno pro-Israele al Piccolo Teatro. In quella occasione si fece vedere anche qualche anarchico di Villa Litta. Là, in via Litta Modignani 66 è insediata una delle realtà più pericolose e sovversive della città. Due anni fa hanno festeggiato i 10 anni di occupazione di quella bella palazzina di tre piani immersa nel verde e di proprietà comunale: un tempo ospitava un centro civico aperto a tutti. Ora gli anarchici la sorvegliano con cani e reti metalliche. Anarchici anche in viale Monza, 255, al Circolo Ponte della Ghisolfa, occupato abusivamente nel ’96 e ritornato abusivo dal 1° gennaio 2010.
I giovani disobbedienti del «Cantiere» occupano da 9 anni una palazzina di via Monterosa. Il Circolo dei malfattori di via Torricelli, altra proprietà comunale, è stata occupata nel 1993. Là lo sfratto è stato rinviato 40 volte. Nello stesso anno in un’altra proprietà comunale al cimitero Maggiore si è piazzata la Cascina autogestita Torchiera. Il caso del Leonkavallo di via Watteau è il più noto, anche se gli occupanti, di area Rifondazione comunista, sono considerati politicamente «moderati»: qui gli sgomberi rinviati sono arrivati a quota 24. Comunale anche la proprietà occupata da 15 anni dal Chiapas di via Moncucco.
Sei giorni fa è stato rinviato lo sfratto dell’associazione culturale Micene: un ufficiale giudiziario ha comunicato ai militanti che da 18 anni occupano lo stabile oggi di proprietà dell’Aler in zona San Siro che lo sfratto è stato rinviato a luglio. «Siamo ormai alla farsa», ha commentato il vicesindaco Riccardo De Corato. (ma intanto non fa nulla per risolvere il problema nd.WM)
Alberto Giannoni, il Giornale.it
* nota del WM: in realtàLa prima occupazione in Via dei Transiti fatta dai collettivi dell’Autonomia risale al 1978… E’ vero che Cox ha poco più che una ventina d’anni (il ristorante di pesce…), ma l’occupazione iniziale è del 1976…Pergola non esiste più da un anno. E il Chiapas, boh- Per il resto l’articolo si commenta da solo

