Dopo una serie di proclami ed appelli alla mobilitazione di piazza, gli epigoni dell’antifascismo si sono palesati sabato 6 settembre, a Milano, in occasione dell’inaugurazione dei nuovi locali di Cuore Nero. Il fatto è solo l’ultimo di una serie di chiamate alla mobilitazione antifascista che, da alcuni mesi, una sinistra sempre più in crisi diffonde, nella speranza di racimolare forze capaci di rianimare quel cadavere politico che si è ridotta ad essere.

Sono felicemente lontani i tempi in cui, grazie alla  forza del comunismo internazionale ed alle suggestioni suscitate dal nefando ’68, bastava un appello qualsiasi alla mobilitazione ed alla vigilanza antifascista per radunare soggetti disposti ad impedire, ad ogni costo, l’agibilità, non solo politica ma anche sociale, a chiunque venisse etichettato come fascista.

Oggi, certi appelli, riescono a mobilitare qualche decina di irriducibili, incapaci di constatare il fallimento completo della sinistra, incapace di dare risposte serie ad una società chiamata a scontare sulla propria pelle le trasformazioni imposte dalle oligarchie massoniche e finanziarie.

Difficile credere che una nuova stagione dell’antifascismo militante possa ripetersi, magari ripercorrendo i “fasti” degli anni ’70; grazie a Dio i comunisti di ogni sfumatura non hanno le capacità e le risorse di cui disponevano allora.

Esiste, in ogni caso, da parte di qualche noto soggetto, la volontà di riproporlo, producendo, a tal fine, una serie di “iniziative” riscontrabili in buona parte sul web.

In particolare, si segnalano alcuni interventi del direttore dell””Osservatorio democratico sulle nuove destre” Saverio Ferrari – già membro di Avanguardia Operaia, di Democrazia Proletaria e di Rifondazione Comunista – ed altri “lavori” caratterizzati da un approccio pseudo-scentifico e certamente patologico alla “questione neofascista”: chi sono, dove sono, cosa fanno, quali intrecci?

È di questi giorni, per esempio, la pubblicazione in rete di una sorta di mappatura della presenza fascista in città, in cui si tenta, maldestramente, di fornire informazioni sul cosiddetto neofascismo milanese e sulle sue ramificazioni, con dovizia di nomi, cognomi e fotografie collegati a partiti, locali ed associazioni.

Nulla di nuovo sotto il sole, dicevano gli antichi. Cose già viste e vissute; cose che hanno lasciato il segno; cose che non ci piacciono e che non possono fermare l’incedere di chi, come noi, ha qualcosa di buono e di grande da offrire al proprio popolo: la via per la ricostruzione nazionale.

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