Napoli – Una cinquantina di extracomunitari, in gran parte originari della Costa d’Avorio, al termine di una mattinata di tensioni con la polizia si sono barricati all’interno del Duomo dove inizialmente stazionavano in attesa di incontrare il cardinale Sepe o qualche esponente della Curia.

Tensione davanti al Duomo Prosegue da ormai sette ore l’occupazione della cattedrale di Napoli da parte di una cinquantina di immigrati africani, ai quali si sono aggiunti esponenti no global e disoccupati organizzati. Davanti alla cattedrale è schierata la polizia con gli agenti della celere in assetto antisommossa, ai quali poco fa si sono aggiunti i baschi verdi della guardia di finanza. La tensione è salita quando intorno a mezzogiorno e mezzo, orario in cui la cattedrale avrebbe dovuto chiudere i battenti, agli immigrati è stato chiesto di uscire. Per tutta risposta gli extracomunitari si sono distesi sui banchi del Duomo mentre all’esterno altri immigrati, appoggiati da una ventina di persone, tra militanti di Rifondazione comunista, No Global, della Cgil e della Uil, si fronteggiavano con gli agenti. Un paio di extracomunitari sono stati prelevati dai poliziotti e condotti in Questura negli uffici della Digos per essere identificati. È iniziata una trattativa tra un funzionario della Questura e gli immigrati ma, al momento una soluzione sembra difficile da trovarsi. Gli occupanti del Duomo sarebbero anche disposti a lasciare il tempio che stanno occupando da circa 7 ore ma senza essere identificati dalla Digos. Secondo quanto si è appreso da fonti investigative, buona parte degli immigrati sarebbe priva di permesso di soggiorno. Sul sacrato del Duomo sono arrivati anche due assessori, uno comunale e un altro provinciale, entrambi di Rifondazione comunista, Giulio Riccio e Isadora D’Aiammo. Le condizioni poste dagli occupanti sono il rilascio dei fermati, e la certezza di non essere identificati al momento dell’ uscita dalla cattedrale.

Tre immigrati fermati Sono tre gli immigrati fermati dalla polizia nel corso dei tafferugli scoppiati davanti alla cattedrale di Napoli. Si tratta di un immigrato della Costa d’Avorio, Musa Boudri, e di una cittadina capoverdiana (non latino-americana come si era precedentemente appreso), Celeste Ramos, sindacalista della Uil-Immigrati. Anche una terza persona, della quale non è nota l’identità, è stata fermata dalle forze dell’ ordine. Un rappresentante degli immigrati ha improvvisato un discorso in francese nel quale ha rivolto accuse di razzismo al governo, al comune di Napoli, e agli abitanti della città.

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