Ai miei nepoti

Di Duilio C. • feb 16th, 2008 • Categoria: Libri

Laureatosi in Medicina e Chirurgia all’Università di Milano, Sergio Gozzoli si è dedicato attivamente alla professione. Per qualche anno – dal 1976 al 1980 – ha lavorato e studiato nel dipartimento di Neurochirurgia dell’Università del Natal,in Sud-Africa.
Altrettanto profondamente, però, si è dedicato per l’intera vita alla battaglia politica – da quando, giovanissimo, aderì alla Repubblica Sociale Italiana. Fu Segretario Provinciale Giovanile a Milano, per il Movimento Sociale Italiano, Consigliere comunale a Sesto San Giovanni, e membro della Direzione Nazionale Giovanile.
Abbandonato il MSI negli anni ’60 per l’inclinazione filoatlantista del partito, continuò la sua battaglia scrivendo, parlando in decine di città italiane, partecipando ad interviste e dibattiti televisivi. Dal 1980 al 2003 ha collaborato continuativamente come Redattore alla rivista l’Uomo libero, per la quale pubblicò nel 1981 Le radici e il seme – un identikit scientifico della natura umana ed una critica radicale alle utopie della cultura corrente – e, negli anni successivi, alcuni numeri monografici: Sulla pelle dei popoli, Discorso sugli ordinamenti dei popoli nel terzo millennio, Alla gioventù d’Europa. Collaborò con articoli anche ad altre riviste.
Subì due processi politici: dopo il primo, condannato a due anni, scontò sei mesi di carcere finché l’appello non ridusse la pena a tre mesi, mentre fu assolto dopo il secondo che durò quasi un anno, e che fu preceduto da una lunga campagna provocatoria di stampa e televisione. Dalla sua fondazione aderisce a Forza Nuova, per la quale ha tenuto numerosi comizi pubblici.
Con questo volume – Ai miei nepoti – Gozzoli lascia, insieme alle salienti vicende familiari, una larga serie di informazioni, in parte inedite, sulle grandi forze ostili alla civiltà europea: gli americani – eredi degli inglesi nella predocrazia mondiale – i sionisti, i grandi banchieri cosmopoliti, i globa lizza tori mondialisti,i massoni, i giacobini.
E affida, ai giovani che credono nell’Europa dei popoli – nell’alto mondo del noi contro quello individualistico dell’io – il proprio testamento morale e politico.

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