per Bankitalia, famiglie italiane sempre più povere ed indebitate. Forza Nuova: la politica, anziché interrogarsi sulla legge elettorale, farebbe bene a pensare ai reali problemi della gente

 

I redditi delle famiglie che vivono con una busta paga sono rimasti sostanzialmente bloccati tra il 2000 e il 2006, crescendo meno dell’1%.

L’indagine di Bankitalia sui bilanci delle famiglie ha confermato un trend ormai univoco sulla condizione economica degli italiani: sempre più acquisti a debito, sempre più difficoltà ad arrivare a fine mese, divari abissali tra ricchi e poveri e tra Nord e Sud.

L’aspetto più allarmante registrato dalla Banca d’Italia è che la ricchezza si stia concentrando nelle mani di pochi: attualmente il 45%, quindi poco meno della metà della stessa, è detenuta da appena il 10% delle famiglie. Il significativo aumento dell’indebitamento da parte delle famiglie è la dimostrazione tangibile che ormai anche per fare la spesa moltissimi ricorrono ai prestiti.

Tant’è che l’indebitamento medio si aggira sui 10500 euro.

Paolo Caratossidis, coordinatore nazionale di Forza Nuova, afferma che “non c’era certo bisogno dell’indagine di Bankitalia per riportare l’attenzione su di un dramma che sta portando milioni di italiani al collasso. Ma nonostante quello dell’indebitamento e della povertà sia un argomento all’ordine del giorno, i principali partiti politici del nostro paese sembrano non preoccuparsi d’altro che di elezioni e di riforme elettorali. In questo modo non fanno che riconfermare il loro menefreghismo nei confronti del popolo che soffre.”

Il potere d’acquisto delle retribuzioni è calato di circa 1.900 euro nel 2007 rispetto al 2002, e per gli operai il calo ammonta addirittura a 2.600 euro circa. Sono oltre 14 milioni i lavoratori che vivono con meno di 1.300 euro al mese e 7,3 milioni quelli che guadagnano meno di 1.000 euro al mese.

E prosegue: “quello di cui ha bisogno l’Italia, oggi più che mai, è di serie politiche occupazionali e di concreti provvedimenti a favore della redistribuzione dei redditi. E’ inutile versare lacrime da coccodrillo alla notizia dell’ennesima morte bianca sul lavoro quando milioni di lavoratori dipendenti sono sfruttati in cambio di salari ottocenteschi”

Quello che è ridicolo è che anche Montezemolo afferma che in Italia c’è un problema salariale: eppure lui è tra i principali responsabili di questa catastrofe economica.

 

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