La commissione trilaterale.
Di Matteo • feb 14th, 2008 • Categoria: Pensiero-Inemici della ricostruzione nazionale-
La Commissione Trilaterale è un “potere forte”, o per dir meglio: la somma dei poteri forti dell’Occidente. E un’organizzazione semi-ufficiale (le notizie fornite dalla pubblica informazione sono sempre state rare e discontinue) creata nel 1973, che riunisce altissime personalità della finanza e della politica, docenti universitari, esponenti sindacali e giornalisti. Questi personaggi provengono da Stati Uniti, Europa e Giappone. Il nome rimanda all’idea di un’azione comune delle élites (ma non elette dal popolo) delle tre grandi aree del mondo industrializzato in vista di un “nuovo ordine”: ne più e ne meno che un governo del mondo in seduta permanente.
Ispiratore e creatore dell’organizzazione è stato David Rockefeller. Nel 1973, all’atto della fondazione, il direttore operativo era Zbigniew Brzezinski, che sarebbe poi divenuto consigliere speciale per la sicurezza degli Stati Uniti sotto la presidenza di Carter.
Quest’ultimo personaggio è il simbolo vivente di cosa sia e come operi la Trilateral : Carter – la cosa era del tutto risaputa, al tempo – era letteralmente una “creatura” del gruppo Rockefeller, un servitore docile e puntuale dei progetti della Commissione. Naturalmente non è il solo. Una decina d’anni fa il periodico americano F.R.E.E. pubblicò l’organigramma degli uomini del CFR (vedi pag. seguente) e della Trilateral operanti all’interno delle istituzioni americane. Sotto il titolo “1992 Presidential Candidates” figura Bill Clinton, uomo sia del CFR che della Trilateral. In economia, la divisa della Trilateral è la globalizzazione, cui essa mira riunendo soggetti “privati” — finanzieri, banche e multinazionali — che rappresentano da soli più della metà del potenziale economico dell’intero pianeta.
In politica, la divisa del potentato è quella “liberal”: anglofila, massonica, cosmopolita. La logica d’azione e’ quella, classica, dei “poteri forti”: una conduzione discreta e silenziosa dell’economia e della politica occidentale.
I Presupposti
La Trilateral ha radici storiche e ideologiche profonde. Non nasce negli anni 70 per “generazione spontanea”, quasi che, in un mondo dominato dal denaro, il potere finanziano fatalmente si trasformi in potere anche politico.
Gia’ a partire dall’inizio del secolo, negli Stati Uniti, poteri forti rappresentavano il governo reale della nazione piu’ potente del mondo. Scriveva nel 1902 l’economista inglese, John Hobson:
“L’entusiasmo avventuroso del presidente Roosevelt, i1 suo ‘destino manifesto’ e la sua ‘missione di civiltà’ non ci devono trarre in inganno.
Il “Liberal Eastern Establishment”
I grandi cartelli finanziari cosmopoliti e le logge anglo-americane crearono nel 1919 il ” Council on Foreign Relarions”- Consiglio delle Relazione Estere – istituzione anch’essa semi-ufficiale – che da allora dirige la politica estera americana.
Nel 1954 nella stessa area – stessi finanzieri, stesse banche, stessi potentati massonici – venne creato il “Bilderberg Group”, alle spalle del Patto Atlantico.
Un potentato, il “Bilderberg”, del quale la stampa non ha mancato di occuparsi negli ultimi anni, registrando la presenza nei suoi convegni, tra gli inevitabili Rockefeller, Kissinger e Agnelli, anche, più di recente, dell’abortista Emma Bonino.
“Un terzo potente aiuto al diffondersi del comunismo e’ una vera congiura del silenzio in una gran parte della stampa non cattolica. Questo silenzio…e’ favorito da varie forze occulte le quali da tempo cercano di distruggere l’ordine sociale-cristiano”
Dal Council of Foreign Relations fino alla Trilateral, l’appoggio dell’alta finanza
- dai milioni di dollari forniti a Lenin fino alle alleanze culturali e politiche, in Occidente, tra “liberal” e comunisti – ha mirato a usare il comunismo internazionale come un testa d’ariete per distruggere la società cristiana nelle sue istituzioni, nella sua cultura e nelle sue leggi morali, unici veri ostacoli per i costruttori del “nuovo ordine del mondo”.
E’ emblematico, in tal senso, il favore che il trilateralista Agnelli ha sempre accordato alla sinistra italiana, da quando sdoganò l’eurocomunismo alla metà degli anni settanta fino all’appoggio fornito al governo Prodi-d’Alema prima e al governo d’Alema poi.
La nascita della Trilateral Commission
La trilaterale in economia
La Commissione Trilaterale è il centro motore della globalizzazione. Richard
Falk (dal periodico “Monthly Review” di New York, gennaio 1978):
“Le idee della Commissione Trilaterale possono essere sintetizzate come
l’orientamento ideologico che incarna il punto di vista sovranazionale
delle società multinazionali, che cerca di subordinare le politiche territoriali a fini economici non territoriali”.
Un ordine di idee, quello dei fini economici “non territoriali”, che ha avuto modo di esprimersi pienamente attraverso l’operato delle due grandi istituzioni
che presiedono alla globalizzazione: la Banca Mondiale e il Fondo Monetario, entrambi sotto lo stretto controllo, come è noto, del “Sistema” liberal della Costa Orientale americana.
Entrambe le istituzioni agiscono a tutto campo nell’emisfero meridionale del pianeta, impegnate nella conduzione e nella “assistenza” economica ai paesi in via di sviluppo.
Ebbene, la logica del “mercato unico” mondiale, della movimentazione delle merci regolate dal solo criterio della “competitivita” dei prezzi, hanno indotto Banca Mondiale e Fondo Monetario a orientare interamente all’esportazione la produzione alimentare del Sud, facendo leva sul ricatto del debito contratto dai paesi poveri col Nord (la Banca Mondiale ai paesi in via di sviluppo: noi teniamo sotto controllo il vostro debito e voi accettate di “ristrutturare” le vostre economie secondo le nostre direttive).
Il primo risultato è stato – il fenomeno dura ormai da decenni – la distruzione delle economie agricole di sussistenza, interamente sacrificate alle esportazioni verso il Nord, sotto il rigoroso controllo delle multinazionali.
Ecco perché, ormai, la remissione del debito del Terzo Mondo non basterebbe più per risollevarne le sorti. È dalla dittatura delle multinazionali, del Fondo Monetario e della Banca Mondiale che il Sud del mondo deve liberarsi.
Diversamente, con le sue economie alla catena, non potrà che perpetuarsi una situazione che il più recente rapporto FAO ha indicato con sufficiente chiarezza: nel 1998, 30 milioni di esseri umani morti per fame nell’emisfero meridionale del pianeta.
La trilateral in politica
La “Trilateral” colloca i suoi uomini nei governi occidentali per realizzare i suoi programmi.
Da una rassegna stampa, qualche nome dei suoi emissari italiani.
” il Giorno”, 16 aprile 1983: “Per la prima volta a Roma la misteriosa Trilateral, i 320 big dell’economìa mondiale’” Sottotitolo: “Tra essi Kissinger, Rockefeller, Agnelli e i potenti del Giappone”
Da “il Giornale”, 18 aprile 1983: “…il professor Romano Prodi, presidente dell’Iri e membro della Trilaterale… “.
Non sarà inutile gettare uno sguardo anche sul sodalizio che ha generato la Trilaterale , e che tuttavia continua a vivere di vita propria (è caratteristica la doppia o tripla appartenenza, per i personaggi più influenti del “Sistema”, tra CFR, Bilderberg e Trilateral). “il Giorno” del 24 aprile 1987, nel servizio su una
riunione del Bilderberg che si era tenuto presso la Villa d’Este di Cernobbio, registrò, tra gli altri, la presenza di Carlo Azeglio Ciampi.
La vita organizzativa del sodalizio è scandita da riunioni plenarie, da gruppi di studio condotti dai responsabili delle tre aree, da “rapporti” che di volta in volta palesano il pensiero dell’organizzazione su questioni di particolare rilevanza.
Nel 1975 il Rapporto di Kyoto presentava un titolo ammiccante, ricco di promesse per il futuro: “La crisi della democrazia”, pubblicato in Italia con la prefazione di Gianni Agnelli.
Lo studio denunciava una debolezza strutturale delle democrazie uscite dagli anni sessanta (cioè dalle crisi, a partire dal 68, organizzate e dirette dai poteri forti): debolezza degli esecutivi, perdita di credibilità e di autorità.
La Trilaterale auspicava, come rimedio, una maggiore dose di autorità. Una maggiore autorità dei governi controllati da “loro”.
Gianni Agnelli, da un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera” il 30 gennaio 1975: “Probabilmente dovremo avere dei governi molto forti, che siano in grado di far rispettare i piani cui avranno contribuito altre forze oltre a quelle rappresentate in parlamento; probabilmente il potere si sposterà dalle forze politiche tradizionali a quelle che gestiranno la macchina economica; probabilmente i regimi tecnocratici di domani ridurranno lo spazio delle libertà personali. Ma non sempre tutto cio’ sarà un male. La tecnologia metterà a nostra disposizione un maggior numero di beni e più a buon mercato”.
Le radici culturali della Trilateral
Brzezinski, direttore della Trilateral e contestualmente alto dirigente del CFR, definì l’organizzazione: “II gruppo delle potenze intellettuali e finanziarie più forti che il mondo abbia mai conosciuto”
Una società di pensiero, prima che una società per azioni.
Il 17 maggio 1997, in seconda serata, un’inchiesta televisiva condotta da tre giornalisti definì la Trilaterale , “organizzazione massonica” impegnata in un’azione neo-colonialista nei paesi dell’America Latina. Erano presenti i tre Gran Maestri delle principali comunioni massoniche italiane, che nulla ebbero da ridire ne sulla definizione della Trilateral ne sulla sostanza del suo impegno in Sudamerica.
Dunque, la massoneria.
Tesa sin dalla sua fondazione alla distruzione della civiltà cristiano-cattolica, in vista di un “nuovo ordine”. Scriveva Leone XIII, nel 1884, nella sua enciclica “Humanum genus” contro la massoneria:
“L’ultimo e il principale dei suoi intenti è (…) distruggere dalle fondamenta tutto l’ordine religioso e sociale nato dalle istituzioni cristiane e creare un nuovo ordine”.
E il nuovo ordine disegnato da Gianni Agnelli: un popolo concepito come una grande mandria di vacche, da gestire quindi secondo le regole dell’allevamento animale e non secondo quelle che stanno a fondamento di una società di uomini.
Un popolo sradicato dalla sua fede e tradizioni, e quindi trasformato in massa, inebetita da sport di massa, dall’erotismo di massa e, più recentemente, da programmi televisivi di una tale idiozia da garantire un autentico colpo di grazia agli intelletti già indeboliti degli utenti.
Una massa di “profani” governati da un vertice di “iniziati” cui spetti un superiore ordine di idee e di decisioni.
Decisioni che riguarderanno le “ingegnerie sociali” che sono già sotto i nostri occhi: quanti uomini far nascere, quanti farne morire per mezzo dell’aborto.
Il gruppo Rockefeller, attraverso l’omonima Fondazione, ha generato una cultura abortista sin dagli anni 20 e successivamente finanziato e diretto le campagne abortiste in tutto il mondo (lo apprendiamo dalle organizzazioni anti-abortiste francesi che sin dagli anni 70 avvertivano che l’operazione andava ricondotta alla massoneria in genere e al gruppo Rockefeller in particolare).
A questo riguardo non parliamo di ipotesi ma di certezze, sulla base di documentazioni originali, massoniche e trilateraliste, del tutto esplicite.
Decisioni dei “vertici” che riguarderanno quanti uomini far morire, attraverso l’eutanasia e quanti farne vivere, attraverso un’oculata distribuzione delle risorse alimentari, come accade, con i risultati che conosciamo, presso i paesi in via di
Chi comprende questo, comprendera’ tutto del mondo in cui oggi vive.
Ma chi non comprende questo, non capira’ mai nulla della perversa mutazione della nostra societa’.
Scriveva sin dagli anni sessanta un docente universitario americano, Kenneth Bouldin: “Si puo’ perfettamente concepire un mondo dominato da una dittatura invisibile nel quale tuttavia siano state mantenute le forme esteriori del governo gerarchico”.
