Identità e Patria.
Di Matteo • feb 14th, 2008 • Categoria: PensieroIDENTITA’ E PATRIA
IDENTITA’ E GLOBALIZZAZIONE
L’identità — e l’idea di Patria che su di essa si fonda — può essere considerata uno dei valori fondanti, se non il Valore intomo al quale costruire un movimento di ricostruzione nazionale. i1 processo di globalizzazione in atto, infatti, innescato dalle direttive impresse all’economia mondiale da parte delle lobbies mondialiste alla fine del secondo conflitto mondiale, con il sostegno politico delle potenze vincitrici, si è posto come obiettivo, proprio per affermare i propri principi (libero mercato mondiale, trasferimento del potere politico a entità sovranazionali di carattere finanziario, distruzione delle capacità produttive dei paesi in via di sviluppo, graduale smantellamento delle sovranità nazionali in termini di controllo dell’economia e della moneta), la cancellazione delle identità nazionali, sacrificate al “miraggio” di un mondo
senza più distinzioni di carattere etnico-cuiturale, senza più tradizioni di riferimento, senza più un retaggio spirituale specifico a ogni realtà, sia essa nazionale o sovranazionale (gli antichi imperi): un mondo, cioè. più funzionale ai meccanismi del liberal-capitatismo che mirava all’edificazione — processo già ben avviato — di un Nuovo Ordine Mondiale, con un solo modello di sviluppo, un unico sistema economico, un unico tipo di uomo, il consumatore universale, privato di ogni dimensione nonb direttamente riconducibite ai consumi materiali.
valore di rottura rispetto alle dinamiche del processo di globalizzazione. È l’identità, perciò, che deve porsi al centro del nostro progetto politico, al centro
di ogni strategia futura, in contrapposizione alia globalizzazione che vede nelle differenze il nemico per eccellenza dei propri nefasti obiettivi di uniformizzazione planetaria, quindi delle logiche del mercato e dei consumi. L’identità, l’orgoglio nazionale, il sentimento di appartenenza a una comunità le
cui origini si fondano nel passato millenario è proprio quel valore che può far inceppare il meccanismo di omologazione planetaria che mira a seppellire le specificità etnico-nazionai! e, con esse, le sovranità politiche.
Identità e patria
Identita’ e localismo/particolarismo
Se intorno al valore dell’identità — comune al pensiero “tradizionalista” — da anni ormai convergono i tanti e differenti movimenti di destra (radicale e non), al punto che si è sentito spesso parlare di “etno-regionalismo” europeo quale naturale sbocco delle istanze anti-mondialiste, nazionaliste, etniche, in antitesi alle spinte globalizzatrici — proprie tanto della destra liberale occidentale quanto della sinistra Liberal-progressista —, è necessario tuttavia saper
distinguere tra identità regionali e l’identità nazionale.
Infatti, sul piano dei valori, il sentimento per la patria è un valore comune e condiviso da esperienze politiche differenti quando non contrastanti (nazionalisti
E separatisti, per esempio, all’interno di un comune Stato-Nazione), senza che questo comporti alcuna contraddizione di carattere ideologico. Radice in comune a opzioni politiche differenti è, infatti, l’affermazione e la valorizzazione delle “patrie” e delle specificità etnico-linguistiche in contrapposizione alla devastazione livellatrice del mito egualitario, allo sradicamento delle culture di appartenenza per opera dei processi di mondializzazione culturale. Così come un valore condiviso è l’affermazione dei diritti dei popoli a fronte della “sacralizzazione” dei diritti individuali, popoli sentiti come realtà incomprimibili, autodeterminate. Un filo sicuramente unisce l’idea di “patria” come terra dei padri a quella di “Heimat”, comunità etnica, nella quale il popolo si riconosce come “volkische gemainschaft”, la tradizionale comunità di popolo, antitetica all’idea moderna di nazione, vista come unione orizzontale dei cittadini e saldata dal patto sociale. Se, dunque, una sensibilità di carattere identitario avvicina movimenti politici che si riferiscono tutti, appunto, alla volontà di non rinunciare alla propria specificità, alla propria storia, alla propria lingua e alle proprie tradizioni.
Il pericolo che sorge dietro l’angolo è quello del particolarismo, malattia infantile del localismo.
Il particotarismo è una tentazione, comune a motti movimenti Identitari in
Europa e non solo, che oltre a renderne sterile l’azione politica, facilita gli obiettivi del nemico che vorrebbe combattere il particolarismo, Infatti, facilita — dall’interno -— l’azione disgregatrice delle sovranità nazionali operata dai centri del potere mondiale, rendendo così più vulnerabili gli stati europei, già pesantemente intaccati — dall’esterno— dalla colonizzazione statunitense e dal processo di unificazione economica europea. Non è un caso che le principali
correnti del pensiero economista Intemazionale abbiano già individuato nella fine dello Stato-nazione il migliore viatico per la piena realizzazione del Nuovo ordine Mondiale, allorché il potere politico sarà definitivamente svuotato a vantaggio dei centri di potere finanziario mondialista, l’economia sarà mondializzata e de-nazionalizzata, e le patrie saranno ridotte a pura espressione folcloristica.
I vari localismi, proprio per la connaturata tendenza al “particulare”, rischiano di frammentare, quindi di indebolire politicamente le comunità nazionali, laddove invece l’identità nazionale è tale proprio per il fatto di dare espressione al bisogno di unità a fronte dell’attacco disgregante dei processi di globalizzazione.
